PIANO DI RECUPERO DEL COMPLESSO IMMOBILIARE EX FORNACI GRAGNOLI

LOCATION ITALY – MONTEVARCHI
DESIGNERS STUDIO ML2, ROBERTO MAESTRO, STEFANO BERTOCCI, PAOLA PUMA, MARCO SANI
PROJECT YEAR 2001

INFO CLIENT M.E. S.P.A.
DATES DESIGN SERVICE JUNE 2000
BUILDING OPENING JUNE 2005
DIMENSIONS
AREA SURFACE 12000 MQ
BUILT SURFACE 9000 MQ
TOTAL PROJECT SURFACE 9000 MQ
BUILDING HEIGHT 13 M
BUILDING CUBATURE 28134 MC
FLOOR NR 4
PARK NR 60
BUILDING COST 9.000.000 €
CONSTRUCTIONS
STRUCTURE IMPRESA LORUSSO CANIO SRL; IMPRESA BERNINI SRL
ROOFING IMPRESA LORUSSO CANIO SRL; IMPRESA BERNINI SRL
FRONTS IMPRESA LORUSSO CANIO SRL; IMPRESA BERNINI SRL
FLOORING CS3 SERRAMENTI

Il piano in progetto si pone come obiettivo la riqualificazione ambientale e architettonica dell’area, attraverso una serie di interventi volti a migliorare l’utilizzazione del suolo e del territorio.
Più del 30% della volumetria esistente è costituita dal grande fabbricato avente uno spessore di 23 ml ed un’altezza di circa 7,5 ml in gronda; un fabbricato, perciò, denso e compatto di difficile riorganizzazione interna dal punto distributivo.
Il cattivo stato di conservazione delle strutture, inoltre, comporterebbe una pesantezza degli eventuali interventi di consolidamento tali da non prefigurare più un “recupero dell’esistente”, perché gravati da un totale e deciso stravolgimento della natura dell’oggetto.

Ad un’attenta valutazione dello stato di fatto, le caratteristiche morfotipologiche del complesso appaiono pertanto totalmente incongruenti con una riconversione che rispetti tutti gli standard di legge per gli usi previsti.
Gli interventi che proponiamo, prevedono, pertanto la demolizione dei fabbricati esistenti, fatta eccezione per il muro esterno di facciata, posto a sud, del fabbricato più grande. Si tratta di un muro in mattoni, con grandi arcate, che si intende mantenere quale traccia delle preesistenze industriali dell’area, integrato nella soluzione progettuale, con i previsti nuovi volumi produttivi, a costituirne la nuova fronte o facciata aperta verso lo spazio pubblico che verrà creato al centro dell’area.
In sede di progetto si è ritenuto opportuno non prevedere una soluzione caratterizzata
esclusivamente da villette mono e bifamiliari, la quale avrebbe determinato un notevole “consumo” di territorio in un contesto, seppur di frangia, ancora sostanzialmente urbano.

La ricostruzione dei volumi consentiti si presenta intenzionalmente, perciò, con una densità edilizia medio alta, da quartiere urbano.

Il progetto proposto si configura come una zona residenziale urbana simile a quelle che in molte città toscane costituiscono la frangia, che separa la parte densamente abitata dalla campagna coltivata.
Queste zone erano per lo più costituite da grandi ville -fattorie, gruppi di case contadine sparse e raggruppate in piccoli paesi che si sono ingranditi nel tempo, fino a costituire una sorta di filtro tra la città e la campagna, e che conservano insieme i caratteri architettonici dell’una e dell’altra.
Questo tipo di architetture sono presenti sulle colline di Firenze, Pistoia, Lucca e nello stesso Valdarno, e costituiscono una valida alternativa sia al condominio cittadino che alla villetta monofamiliare suburbana.

Rispetto a questa ultima soluzione tali tipologie presentano il vantaggio di ‘sprecare’ una minore quantità di terreno in giardinetti microscopici, a vantaggio degli spazi di uso pubblico o comunque comune a più unità aggregate.
A queste zone suburbane collinari il progetto si ispira anche per quanto riguarda l’organizzazione spaziale del costruito. Intorno a uno spazio vuoto centrale l’architettura si articola alternando costruzioni più alte con costruzioni basse organizzate in linea. Si ottiene così“ una sorta di villaggio disposto ad anfiteatro che si affaccia sulla valle verso sud-sudovest. Lo spazio centrale articolato su due livelli, uno pedonale a livello di
campagna, ed uno incassato per attenuare la percezione del traffico veicolare, viene ad assumere il ruolo che ha la piazza in un paese.
In particolare le case più alte che sono disposte a rafforzare gli angoli della linea spezzata che forma l’anfiteatro, sono costituite da una tipologia detta “a torre” con una scala che serve tre o quattro appartamenti a piano per un totale di tre/quattro piani fuori terra.

I corpi lineari dell’impianto sono costituiti da case a schiera studiate per adattarsi alle variazioni altimetriche del terreno. Abbiamo qui utilizzato una tipologia di appartamenti in duplex con garage seminterrato. Per evitare di avere una fila di rampe di accesso dalla strada abbiamo servito i garage per mezzo di un passaggio centrale
ribassato coperto da una passerella pedonale.
Nella parte più a ovest sono state collocate le case più grandi, disposte intorno a uno spazio centrale che le disimpegna, in modo da apparire come un gruppo di ville. In realtà si tratta di appartamenti su uno o due piani disposti a scacchiera, con giardini e ingressi indipendenti: appartamenti che potranno essere riuniti tra loro fino a formare una vera e propria villa qualora ci fosse una richiesta in questo senso.
La spina dell’intervento viene così ad avere uno “skyline” variato, con la parte più alta verso nordest a ridosso del rilievo del calanco, e sul lato opposto costruzioni più basse a chiudere il disegno.
Giovandosi inoltre del salto di quota di 5 ml. che si determina tra l’attuale ingresso dell’area e il piazzale interno, la zona pubblica centrale, la piazza, verrà scavata in parte per ricavarne i parcheggi per le case alte.
Una porzione del previsto parcheggio pubblico è coperta ed è stata progettata per essere trattata come un giardino o una piazza su più livelli, in modo che il pedone in trnsito o in sosta non veda soltanto una distesa di auto parcheggiate ma fruisca il disegno dell’ampia area pubblica o semipubblica (costituita anche da molti spazi condominiali aperti al pubblico) destinata a piazza e parcheggi.
Il progetto prevede inoltre di sfruttare in parte i dislivelli naturali del terreno, utilizzati per ricavare una sorta di “connettivo” costituito da terrazzamenti con giardini e passaggi comuni che raccordano tra loro i fabbricati.
Questo “connettivo” costituito dai terrapieni in parte verrà scavato per ricavarne garage accessibili dai piani terra dei fabbricati che li sovrastano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: